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Gli effetti post “Report Rai 3”

Posted on by ITALIANS DO IT

Report Rai 3

La puntata di Report Rai 3 di Domenica 2 Novembre ha sicuramente avuto una grande risalto sui Social Network.
Durante tutta la settimana ma soprattutto nelle giornate di lunedì e martedì abbiamo cercato di capire quali siano state le reazioni degli utenti. Una riflessione che condividiamo a pieno e che riportiamo (con alcune omissioni) è stata pubblicata dal nostro amico Fabio

Vorrei fare delle riflessioni sugli effetti che ha avuto, specie sul web, la puntata di domenica scorsa di Report.

  • La prima è che crea più indignazione un’oca malamente spiumata di persone sfruttate in Moldavia o Trasnistria o di posti di lavoro persi in Italia per risparmiare 30 Euro su un capo da 1200. Per quanto trovi indegno e scorretto che delle povere oche debbano essere così maltrattate io trovo che il vero scandalo dovrebbe essere generato dal cinismo e dalla volontà di arricchimento a tutti i costi di certa imprenditoria, più legata alla finanza che al fare Impresa con la I maiuscola. Questo tipo di atteggiamenti cinicamente rampanti stanno giorno per giorno svuotando il nostro paese di posti di lavoro e ci stanno facendo perdere le poche eccellenze che ci permetterebbero di competere a livello internazionale non sulle comodity ma sulle eccellenze. Il Made in Italy è il terzo marchio più conosciuto al mondo ma i nostri marchi del lusso lo stanno via via svuotando di reale contenuto facendolo restare un marchio virtuale. Ogni giorno poi si scoprono casi di prodotti alimentari marchiati Made in Italy ma che non ne hanno le caratteristiche o prodotti della moda che vengono punzonati come Made in Italy dove l’unica lavorazione fatta in Italia è proprio l’applicazione del marchio.
  • La seconda considerazione [omissis]

Da persona che stà perdendo il proprio lavoro grazie a scelte di clienti (Fabio è il manager di una grossa ditta del nord-est che produce tessuti usati dalle grandi Firme per la realizzazione dei loro capi) sullo stile  di quelle presentate nel servizio posso fare solo un’invito:

Siate sempre più consumatori responsabili!

  • Pretendete di sapere quali storie vi siano dietro ciò che comprate.
  • Pretendete che i politici che votate difendano il lavoro in Italia e si battano a Bruxelles per fare approvare le norme sulla tracciabilità obbligatoria dei passaggi del settore tessile-abbligliamento oggi ancora affossata dalle lobbies comunitarie più interessate alla speculazione che al lavoro dei cittadini Europei.
  • Pretendete che ciò che acquistate abbia un costo consono al suo valore concreto e non al suo brand e magari comprate un capo in meno ma che sia pulito e non sporco di sangue o di sudore malpagato.

In questa breve citazione è riassunto tutto il succo del progetto ITALIANS DO IT. Per questi principali motivi vi invitiamo ad impegnarvi ogni giorno (se potete) ad acquistare VERO Made In Italy. Chi vi scrive sa bene quanto ci si debba impegnare per trovare prodotti che rispecchino queste caratteristiche, talvolta lo shopping o anche la spesa al supermercato diventa una sofferenza. Noi speriamo che così facendo contribuiremo a salvare dei posti di lavoro e cercheremo di contribuire nel minor modo possibile a morti e sfruttamento.

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